Balotelli-Nazionale: i perché di un capitolo da riaprire

ottobre 1, 2015

Non abbiamo gente molto più preparata di Balotelli in Italia: spetterà a Conte capire se sarà o meno all’altezza”: parole e musica del presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio che, a margine di un incontro tenuto al Politecnico di Torino per sancire una partnership mirante alla riqualificazione degli impianti sportivi a livello nazionale, ha risposto cosi alla domanda su un possibile ritorno del “figliol prodigo” in maglia azzurra. Riflessione che apre nuovamente l’ormai annoso capitolo sulle enormi potenzialità del giocatore bresciano, purtroppo da sempre accostate alle sue fragilità caratteriali e a una spesso indisponente anarchia tattica.

A meno di un anno dall’inizio degli Europei di calcio 2016 in Francia, con la nostra Nazionale vicina alla qualificazione, ecco che il tormentone legato alla possibile presenza in squadra di Balotelli torna ad affacciarsi prepotentemente: quindici mesi dopo la drammatica eliminazione ai Mondiali brasiliani, un periodo durante il quale il ct Antonio Conte lo ha sempre estromesso (solo una convocazione lo scorso novembre, seguita dall’abbandono del ritiro per infortunio). La pessima annata trascorsa a Liverpool ha “aiutato” il selezionatore a compiere questa scelta, ma il dilemma rimane: vale la pena scommettere ancora su Super Mario? E’ troppo presto per dare giudizi sul suo ritorno in rossonero: l’impressione, nonostante tutto, e che la risposta alla precedente domanda non possa che essere positiva.

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La scommessa Super Mario va corsa, per svariate ragioni, sia emotive che tecniche. A livello emotivo, Balotelli potrebbe sentirsi finalmente responsabilizzato dall’essere uno dei perni della squadra che, non dimentichiamolo, è pur sempre vice-campione d’Europa. Non esistono, poi, altri attaccanti in Italia in grado di avere il suo stesso peso specifico: ottima tecnica, grande abilita nei calci piazzati, forza fisica e abitudine a calcare gli impegnativi palcoscenici internazionali. Pellè, Zaza e Immobile, le prime punte ad oggi fatte ruotare da Conte nel cammino di qualificazione, non hanno pienamente convinto a livello di qualità delle prestazioni fornite: il bomber del Southampton ha certamente segnato gol pesanti, ma pur sempre contro la non trascendentale Malta; Zaza si è perso dopo un buon inizio di girone, Immobile è reduce da un’annata negativa a Dortmund.

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Tutti questi elementi sembrano spingere verso un ritorno di Balo in azzurro: purché, ovviamente, il risveglio visto in maglia rossonera non sia solo un fuoco di paglia. Anche le statistiche parlano a suo favore: 13 reti in 33 presenze sono un bottino significativo per un calciatore ancora venticinquenne, già capace di trascinare l’Italia fino alla finalissima di Euro 2012. E’ tempo dunque di riannodare i fili di un rapporto bruscamente interrotto in un triste pomeriggio brasiliano di più di un anno fa: è arrivato il momento di rinverdire l’effimera gioia della sua esultanza per la (ahinoi) inutile vittoria sugli inglesi, nella torrida Manaus, all’alba di un Mondiale disgraziato. Dei piccoli problemi fisici potrebbero escluderlo dai convocati di Conte per il doppio impegno contro Azerbaijan e Norvegia, ma il momento del ritorno è solo rinviato: Balotelli e la Nazionale incroceranno presto le loro strade e i loro destini, sperando in un intreccio finalmente vincente.

 

Giorgio Tosto

@giorgiotosto83


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