Conte, il futuro è blue: col Chelsea fino al 2019

aprile 5, 2016

La notizia era ormai nell’aria da settimane, ma nel primo pomeriggio di ieri è arrivata l’ufficialità: Antonio Conte è il nuovo allenatore del Chelsea. Il tecnico leccese ha firmato con il club di Abramovich un contratto fino al 2019, con un ingaggio che gli consentirà di percepire per tre stagioni 20 milioni di euro. Il suo staff di fedelissimi lo seguirà anche a Londra: Angelo Alessio, Massimo Carrera, Mauro Sandreani e il preparatore atletico Paolo Bertelli si trasferiranno con lui da Coverciano a Stamford Bridge, assieme al fratello Gianluca Conte che coadiuverà l’attuale c.t. della nazionale azzurra nelle vesti di tattico.

Nel comunicato apparso sulla sua pagina Facebook, Antonio Conte ha espresso la sua emozione nel guidare una squadra così importante: “ho voglia di incontrare il nuovo Club e misurarmi con le sfide quotidiane della Premier League. Il Chelsea e il calcio inglese sono seguiti in tutto il mondo, i fan sono appassionati e la mia ambizione è di vincere portando l’esperienza maturata in Italia”. Il pensiero, naturalmente, va agli Europei di Calcio in Francia che prenderanno il via tra meno di due mesi: “sono completamente concentrato sul mio lavoro di c.t. della Nazionale […] mi riservo di parlare nuovamente di Chelsea solo al termine degli Europei”.

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La speranza di tutti i tifosi azzurri, ovviamente, è che alle parole corrispondano i fatti: nel calcio europeo non mancano certo gli esempi di selezionatori di squadre nazionali che affrontano grandi tornei pur sapendo di essere destinati altrove alla fine dell’estate. Uno dei casi più recenti è quello di Louis Van Gaal, promesso sposo del Manchester United nelle settimane precedenti l’inizio del Mondiale brasiliano, in cui guidò l’Olanda a un sorprendente terzo posto. In Italia, però, tutto è più difficile e complicato: polemiche e tensioni sono sempre dietro l’angolo, nel Paese dei 50 milioni e più di commissari tecnici. L’Italia calcistica si è sviluppata in questi decenni all’ombra di tecnici federali come Valcareggi, Bearzot, Vicini e il compianto Cesare Maldini: allenatori che dedicavano intere carriere alla crescita delle squadre Nazionali, creando spesso delle fruttuose connessioni tra le Under 21 e squadre maggiori. Questa estrema mobilità nel “mercato” degli allenatori, dunque, mai aveva toccato la squadra azzurra durante la preparazione di un grande evento.

Sarà interessante capire come il condottiero Conte, sposo di un Chelsea che ha celebrato le nozze col tecnico leccese portando con sé una dote ricchissima, riuscirà a gestire un periodo in cui accanto alle problematiche legate a convocazioni, gestione del ritiro e studio degli avversari in un girone tra i più insidiosi dell’intero Europeo, inizieranno probabilmente a prendere corpo le prime trattative necessarie a far tornare grande la squadra che fu di Zola, Lampard e Drogba. Nei prossimi due mesi capiremo e apprezzeremo la grandezza di un uomo di sport abituato a vincere e a chiedere sempre il massimo ai suoi atleti, a prescindere da qualsiasi progetto futuro: la speranza, almeno, è questa.

Giorgio Tosto

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