Qualificazioni: è grande Italia, crollo oranje, miracolo Albania

ottobre 15, 2015

L’ultima giornata di qualificazioni agli Europei di Calcio 2016, disputata tra giovedì e martedì scorsi, ha lanciato indicazioni importanti e sancito una dolorosa uscita di scena: i temi caldi sono stati senza dubbio l’orgogliosa rimonta dell’Italia sulla Norvegia, il crollo olandese, la festa a Istanbul per l’accesso diretto della Turchia a Euro 2016 come migliore terza, il “miracolo” dell’Albania che, per la prima volta nella sua storia, conquista la fase finale di un grande torneo internazionale. Un turno, il decimo, che ci dà un quadro quasi completo delle partecipanti alla fase finale: i nomi delle ultime quattro protagoniste, infatti, usciranno dagli scontri a eliminazione diretta tra le rimanenti otto terze classificate dei gironi di qualificazione.

Italia: la “cura Conte” funziona

Le vittorie con Azerbaijan (3-1) e Norvegia (2-1) hanno dato indicazioni confortanti al ct azzurro, a prescindere dalla forza degli avversari: interessanti trame di gioco, abbondanza di uomini e idee nel reparto avanzato, una squadra nel complesso gagliarda che è riuscita a tenere per tutti i 180 minuti un buon ritmo senza concedersi pause. A prescindere dai due gol subiti da Buffon, entrambi da considerarsi episodi estemporanei, l’Italia è sempre riuscita a tenere in mano il pallino del gioco; elemento non scontato questo, se pensiamo all’estenuante lentezza e all’inefficacia del gioco nelle partite contro Malta e nel primo incontro disputato contro gli azeri a Palermo. Il commissario tecnico, analizzando anche il salto in avanti qualitativo tra primo e secondo tempo della partita con i norvegesi, avrà probabilmente realizzato che la difesa a quattro, unita alla presenza accanto a Pellé (in costante miglioramento) di due ali offensive in grado di supportarlo costantemente, sia una ricetta rischiosa ma vincente: il 3-5-2 non sembra tarato per questa squadra, data l’abbondanza di esterni offensivi e fantasiose seconde punte (Candreva, El Shaarawy, Giovinco, Eder, in prospettiva anche Pepito Rossi) che sarebbero fatalmente sacrificate da un modulo così conservativo. Dopo la decisiva rete del 2-1 contro i norvegesi, firmata da Pellé, Antonio Conte ha esultato urlando un chiaro “che fenomeni“: l’impressione è che la squadra stia sempre più entrando in sintonia col condottiero azzurro, seguendone alla lettera i dettami e mutuando in campo la verve con cui l’ex juventino segue ogni istante di gioco dalla panchina. Segnali confortanti, per un Europeo 2016 da vivere come protagonisti.

Italia

Delusione oranje: Blind dice addio

Il tonfo più clamoroso, alla luce delle classifiche finali dei gironi, è senza dubbio rappresentato dall’Olanda: è una clamorosa eliminazione quella degli uomini di Danny Blind, alla luce di una rosa formata da vecchi fuoriclasse e una nidiata di grandi talenti in rampa di lancio. L’esperimento di unire alcuni grandi senatori (Sneijder, Robben, Van Persie) a ragazzi dal futuro assicurato come Depay, Klaassen e Wijnaldum è miseramente fallito: sotto accusa soprattutto i più giovani che, secondo la stampa locale, hanno affrontato le partite decisive con un piglio poco battagliero, mostrando poca voglia di lottare e sovvertire una classifica preoccupante sin dall’inizio. Sono molti i nomi che si rincorrono come successori per il dopo-Blind: tra i “papabili” troviamo l’ex rossonero Seedorf e Ronald Koeman, attuale tecnico del Southampton. Per la ricostruzione servirà, senza dubbio, un uomo di campo carismatico e che abbia le idee chiare: solo così si potrà dimenticare l’onta di una eliminazione che, a livello di Europeo per nazioni, non avveniva dal lontano 1984.

van persie

De Biasi profeta in Albania

Nemo propheta acceptus est in patria sua : una massima che sembra calzare a pennello per Gianni De Biasi. L’ex allenatore di Udinese, Torino, Levante, Brescia e Modena, dopo una serie di esperienze poco felici nella nostra Serie A, decise nel 2011 di accettare con entusiasmo l’incarico di commissario tecnico dell’Albania. Con grande fiducia, nonostante una rosa di livello non eccezionale, ha plasmato un gruppo di calciatori che prima hanno ben figurato nelle qualificazioni ai Mondiali del 2014, per poi esplodere definitivamente arrivando secondi in un girone complicato con Danimarca, Portogallo e Serbia, togliendosi anche lo sfizio di fermare per ben due volte la Francia in amichevole. De Biasi, gran lavoratore e ottimo motivatore, è riuscito a plasmare una squadra concreta dall’anima italiana: i vari Berisha, capitan Cana, Hysaj e Memushaj giocano da anni nel nostro paese, senza dimenticare l’ex mediano del Torino Basha, adesso in Svizzera al Lucerna. Accanto a loro, i giovani centrocampisti Xhaka e Roshi, con gli attaccanti Sadiku, Cikalleshi e Balaj, rappresentano il futuro di una Nazionale che ha scritto una grande storia di sport: nella speranza che, a Euro 2016, a essa possa aggiungersi un nuovo, esaltante capitolo.

 

Giorgio Tosto

@giorgiotosto83


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