Qualificazioni: gli outsider alla conquista dell’Europeo

settembre 10, 2015

Sarà l’allargamento della fase finale dell’Europeo 2016 a 24 squadre, il progressivo livellamento della qualità di giocatori e allenatori o, ancora, l’estrema mobilità di professionisti che fanno esperienza nei migliori campionati continentali: la sensazione, comunque, è quella di assistere a uno storico passaggio di consegne nelle classiche gerarchie calcistiche a livello continentale. L’Islanda che va ad imporre il proprio gioco in casa dei maestri olandesi è un esempio lampante di questo cambio della guardia, magari ancora agli albori: l’Austria di Alaba che fa la voce grossa in Svezia, con un Ibrahimovic apparso piccolo piccolo, può essere un altro indizio di quella sensazione precedentemente accennata.

l'Austria fa festa in Svezia

Islanda e Austria sono le due outsider che hanno già conquistato quello che, fino a un paio di anni fa, sembrava pura utopia. Due capolavori di programmazione certosina, i cui ingredienti sono quelli classici: investimenti in infrastrutture e scuole calcio, una seria formazione dei tecnici federali, grande attenzione alle squadre giovanili, in cui si formano i talenti del futuro. A queste due nazionali, poi, bisogna aggiungere il percorso netto di un Galles a cui manca solo la matematica per raggiungere la sua prima storica qualificazione agli Europei: un risultato che rappresenta il coronamento di una crescita cominciata grazie al lavoro di Gary Speed, commissario tecnico gallese dal 2010 al 2011: anno in cui la sua vita finì tragicamente. A ciò bisogna aggiungere l’impresa della Nazionale nordirlandese che, a 180 minuti dalla fine dei gironi, vanta quattro punti di vantaggio sugli ungheresi, terzi in classifica. Non va dimenticato, infine, lo straordinario lavoro portato avanti da Gianni De Biasi in Albania: vittoria in Portogallo all’esordio nel girone e due pareggi con i più quotati danesi, contro i quali sono in lotta per il secondo posto alle spalle dei lusitani guidati dal grande Cristiano Ronaldo.

L'Islanda vince in Olanda

Si prevedono molti volti nuovi, quindi, a Euro 2016: la nouvelle vague dei Bjarnason, Sigurdsson, Alaba e Janko potrebbe presto essere rimpolpata dai vari Bale, Ramsey, Lafferty, Hysaj e chi più ne ha ne metta. Alcuni di questi calciatori hanno già raggiunto fama e vittorie con i propri club: mai, però, con la maglia delle proprie nazionali. Discrimine importante, quest’ultimo: basti pensare a un campione immenso come il gallese Ryan Giggs, sempre costretto a vedere le fasi finali di Europei e Mondiali dal divano di casa. Un’ondata di novità che finirà anche per aumentare la competitività delle “nobili” del calcio continentale; approcciarsi in maniera errata a scontri con nazionali dai nomi forse non altisonanti può essere letale: gli olandesi, ormai con un piede e mezzo fuori dall’Europeo di Francia, ne sanno qualcosa.

 

Giorgio Tosto

@giorgiotosto83


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