Italia all’esame Ibra: vincere per volare

giugno 17, 2016

Contro le statistiche avverse, i sorteggi potenzialmente contrari e un incubo di nome Ibra che, di fatto, ci ha estromesso da Euro 2004 con un colpo da karateka: Italia-Svezia è la partita della riconferma, dopo quel capolavoro di tattica e cinismo che la vittoria col Belgio ha pienamente rappresentato.

Riconferma contro un trend che, dal 2002 in poi, non ha più visto gli azzurri vittoriosi nella seconda partita di Mondiali ed Europei. Cinque pari e due ko, tra cui l’onta dell’1-1 con i neozelandesi nel 2010, la dolorosa sconfitta contro i costaricensi in Brasile due anni fa e proprio l’1-1 contro Ibra e compagni nell’Europeo giocato in Portogallo nell’ormai lontano 2004. Un risultato allora letale per le speranze della truppa azzurra di superare il primo turno, dato il clamoroso “biscotto” messo in scena nel derby nordico tra Svezia e Danimarca che rese inutile la vittoria dell’Italia contro la Bulgaria.

ibra

Riconferma oltre le discussioni, più o meno stucchevoli, sugli eventuali accoppiamenti degli ottavi di finale, che risultano dannose per due ordini di motivi: l’implicita sicurezza di aver già passato la fase a gironi e la presunzione di poter stabilire a tavolino se sia meglio un’ipotetica sfida al Portogallo di Sua Maestà Cristiano Ronaldo, piuttosto che Spagna o Croazia in caso di arrivo in testa al girone B. Elucubrazioni poco costruttive, quando l’imperativo categorico della banda di Conte dev’essere quello di riuscire a superare l’esame di svedese. La formazione di Hamrén, col suo gioco scolastico e privo di grandi acuti, si affiderà come sempre al suo unico fuoriclasse, un campione che alla soglia dei 35 anni vuol continuare a essere decisivo.

Riuscire a fermare Zlatan Ibrahimovic, il “mago di  Malmo”, significherebbe quanto meno dimezzare le soluzioni tattiche a disposizione degli scandinavi per colpire l’Italia. Antonio Conte ha ricordato in conferenza stampa di come i gialloblu non siano solamente Ibra, ma anche Forsberg, Guidetti e Berg: è però innegabile come l’ormai ex calciatore del Psg sia l’unica guida, tecnica e “spirituale”, di una Svezia lontana anni luce dalla nazionale di piedi buoni che fu semifinalista a Euro ’92 e poi USA ’94.

Belgium Italy

Se è vero che Thern, Brolin, Limpar e Henrik Larsson appartengono ormai al loro glorioso passato (senza scomodare lo squadrone vice campione del mondo del ’58), è altrettanto palese che l’Italia non si presenta agli Europei di Francia con la miglior formazione della storia: ed è per questo che Conte ha bisogno di certezze, partendo da moduli e situazioni di gioco mandate ormai a memoria dai suoi uomini. Questo pomeriggio a Tolosa, dunque, sarà ancora 3-5-2, con l’unica variante rispetto al Belgio costituita dall’ingresso di Florenzi sulla fascia sinistra per uno spento Darmian. Tutti confermati dunque, dalla difesa di ferro bianconera, al centrocampo di lotta e di governo, con De Rossi in cabina di regia affiancato da Parolo e Giaccherini. Florenzi e Candreva sulle fasce a tutto campo, Pellé ed Eder a fare a sportellate lì davanti con i difensori svedesi. Gli scandinavi, dall’altro lato, dovrebbero riconfermare il classico 4-4-2 in linea, con le importanti novità rappresentate dagli ingressi di Ekdal in mezzo al campo e Guidetti come spalla di Iibra, al posto di un Berg apparso sottotono.

Gli azzurri sembrano pronti e consci dell’importanza di questa sfida, come sottolineato anche da Buffon: “se sei consapevole dei tuoi limiti, e noi lo siamo, sai anche come devi prepararti per non steccare“, ha dichiarato il portierone della Juve in conferenza stampa. Il c.t Antonio Conte, come al solito, fa della chiarezza la sua arma comunicativa migliore: “dobbiamo avere il fuoco dentro: bisogna attaccare la Svezia in toto, ci sono tante situazioni da analizzare per affrontare al meglio gli avversari. Una singola partita non può cambiare l’atteggiamento dei ragazzi: non abbiamo ancora fatto niente – ribadisce Conte – stiamo coi piedi per terra. Per raggiungere gli ottavi dobbiamo essere equilibrati, preparati e concentrarsi su di noi“.

Stare coi piedi ben piantati a terra per imparare a volare: sembra un ossimoro, ma in realtà è l’unico viatico che possa permettere a questa Italia volenterosa e operaia di raggiungere vette che non erano preventivabili durante la tormentata vigilia di questo Europeo.

Giorgio Tosto

Probabili formazioni: 

Italia (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Candreva, Parolo, De Rossi, Giaccherini, Florenzi; Pellé, Eder. All: Conte

Svezia : Isaksson; Llindelof, Johansson, Granqvist, Olsson; Larsson, Ekdal, Kallstrom, Forsberg; Iibrahimovic, Guidetti. All: Hamrén

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