Tu vuò fa’ l’americano: the amazing Giovinco

novembre 7, 2015

Dalle facili ironie dei tifosi, che accompagnarono il suo trasferimento oltreoceano, alle voci di un interesse del Barcellona: questa la parabola vissuta nel 2015 da Sebastian Giovinco, “Formica Atomica” che, dallo scorso gennaio, delizia i tifosi del Toronto FC e di tutta la Major League Soccer a suon di gol e pregevoli assist. 22 reti e 13 passaggi decisivi, per la precisione: numeri che gli sono valsi l’assegnazione del Golden Boot, l’equivalente della Scarpa d’Oro europea. Un exploit che, fra le altre cose, ha riavvicinato Giovinco alla Nazionale: Conte ha infatti deciso di convocarlo dopo quasi un anno di assenza per il doppio impegno dello scorso ottobre contro Azerbaijan e Norvegia, decisivo per la qualificazione degli azzurri a Euro 2016.

Riavvolgiamo il nastro di quasi 12 mesi dunque, per vedere come quello che sembrava il capolinea di una carriera sbocciata solo in parte si stia trasformando, al contrario, in un grandissimo trampolino di (ri)lancio per il campioncino cresciuto calcisticamente nella Juve. Dopo la fortunata esperienza di Parma, infatti, fu proprio la Juve a investire nuovamente sul prodotto del suo vivaio nell’estate del 2012: nei due campionati e mezzo sotto la guida di Antonio Conte, Giovinco ha trovato però sempre meno spazio, chiuso nelle gerarchie da giocatori come Tevez, Llorente e l’ex madridista Morata. Da qui, nello scorso gennaio, una decisione che ai più sembrò una sorta di “suicidio sportivo”: lasciare i Campioni d’Italia e il Vecchio Continente alla volta della MLS, nuova frontiera del calcio. Il Toronto FC rese di sicuro più facile la scelta, mettendo sul piatto un contratto da 7 milioni di dollari l’anno.

giovinco

Col passare delle partite e delle giornate, però, si capì che la scelta era dell’ex bianconero era stata vincente. Giovinco, infatti, ha ritrovato nel campionato a stelle e strisce quelle fiducia e continuità che ormai sembravano smarrite dall’altra parte dell’Oceano. La sicurezza di essere il faro di una squadra non irresistibile lo ha caricato, facendolo rendere al massimo e dandogli grandissima consapevolezza: a meravigliosi gol di destro e sinistro, dribbling ubriacanti, punizioni “alla Pirlo”, ha aggiunto le doti di assist-man che spesso hanno favorito il potente Altidore, sua spalla in attacco, e gli inserimenti dell’ex romanista Bradley.

 

Una sorta di “piccolo Messi” della MLS, dunque: ciò non solo per la rapidità d’esecuzione dei suoi gesti tecnici, ma anche per la tenacia con cui spesso riesce a resistere a contrasti con difensori spesso di 30 cm. più alti. Saranno state proprio queste caratteristiche, forse, ad interessare i blaugrana: prima e dopo l’eliminazione dei suoi Toronto FC dai playoff nel derby tutto canadese con il Montreal Impact, infatti, si sono rincorse le voci di un sondaggio del Barça per la Formica Atomica. Una prospettiva che sarebbe legata alla necessità di rinforzare un attacco privo dell’infortunato Messi e, soprattutto, di degne alternative al duo Neymar-Suarez: Giovinco, nelle sue recenti dichiarazioni, ha però sempre smentito tutto, ribadendo la volontà di godersi qualche settimana di vacanza dopo un anno e mezzo di attività continua.

Lui stesso, probabilmente, sa di aver trovato nella Major League la sua dimensione: un calcio con meno esasperazioni tattiche e più spazi, in cui liberare totalmente il suo talento. La speranza è che Giovinco l’americano continui a divertirsi e divertire: all’orizzonte si staglia già la prossima estate con gli Europei di Calcio in terra francese, gran galà per le migliori Nazionali del Vecchio Continente. Il suo talento e la sua imprevedibilità potrebbero essere le deflagranti armi segrete della spedizione azzurra a Euro 2016.

Giorgio Tosto


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